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Roberta

Roberta (ロベルタ, Roberuta) è un personaggio della serie manga e anime Black Lagoon, creato da Rei Hiroe.

StoriaModifica

Roberta è all'apparenza una timida cameriera e tata che lavora per la famiglia Lovelace in Venezuela. In particolare si occupa del piccolo Garcia. In realtà il vero nome della ragazza è Rosarita Tisneros[1] ed è un'ex guerrigliera delle Farc, addestrata a Cuba. Per questo suo violento passato è conosciuta come "il mastino di Florencia" ed è ricercata dall'Interpol e dal Cartello di Medellín. Per salvare Garcia Lovelace, rapito dai colombiani e venduto come merce alla Lagoon Company, Roberta si reca a Roanapur e reindossa i panni del "mastino" e per questo attira su di se l'attenzione di tutta Roanapur, Balalaika e la Lagoon Companyin primis. Dopo alcune violente sparatorie si scontrerà con Revy (riuscendo a ferirla) in un duello all'ultimo sangue interrotto solo dall'intervento di Balalaika. Il duello continuerà senza armi, con una violenta scazzottata che finirà senza un vincitore.[2] Revy giura di ucciderla e la chiama con disprezzo "quattrocchi di merda".

Successivamente Roberta torna a Roanapur dopo la morte di Diego Lovelace, suo datore di lavoro e salvatore. Roberta scoprirà che dietro l'uccisione di Diego Lovelace vi sono la CIA e la NSA.[3] Braccata dall'esercito statunitense, dai colombiani e dalla Farc, e inseguita da Revy, Garcia, Fabiola e Rock, Roberta si barrica in un hotel e inizia ad uccidere tutti coloro che la seguono. Per puro caso, Garcia Lovelace riesce a trovarla, insieme a un componente delle Farc. Roberta finge di sedurre l'uomo, per poi massacrarlo senza pietà, quindi crede che Garcia sia una visione e gli punta contro la pistola. Garcia viene salvato dai militari statunitensi, mentre sul posto stanno per arrivare Balalaika e i suoi soldati.[4]

CarattereModifica

Roberta mostra due personalità: dolce e gentile con Garcia Lovelace, cinica, spietata e invincibile durante i combattimenti. Indossa un completo da cameriera e porta finti occhiali da vista. Fa abuso di pillole psicostimolanti, ed è soggetta a forti allucinazioni[5] legate al suo passato di killer sanguinaria. Quando entra in azione, Roberta recita una sorta di preghiera, che è in realtà il credo della famiglia Lovelace:

« Una benedizione per i vivi. Un ramo fiorito per i morti. Con una spada per la giustizia. Il castigo della morte per i malvagi. Così giungeremo... all'altare dei santi. Nel nome della Santa Vergine Maria... che questo martello percuota ogni ingiustizia! »</div>

Roberta ha confessato di aver ucciso donne e bambini durante il suo passato da guerrigliera, e di aver lasciato le Farc perché delusa dal fatto che l'organizzazione era uno strumento per i cartelli della droga.[6]

ArmiModifica

Roberta usa una variegata gamma di armi: la più originale è sicuramente un fucile Spas-12 (lo stesso usato nel film Terminator) nascosto in un ombrello rivestito da materiale interamente antiproiettile. Roberta inoltre usa una pistola Imbel model 911, usata dall'esercito brasiliano. Probabilmente Roberta ha trovato questa arma per strada.[7]

CitazioniModifica

Il personaggio di Roberta è quello più utilizzato da Rei Hiroe per inserire delle citazioni: la più riconoscibile è quella di Terminator. Oltre al fucile infatti Roberta mostra abilità più consone a un cyborg che a un essere umano. Rock, osservando la sua forza distruttiva, commenta infatti: «Quello è un robot assassino venuto dal futuro. La sola differenza con il film è che non c'è Arnold Schwarzenegger».[8] Inoltre si possono cogliere riferimenti al film El Mariachi, in cui il protagonista nasconde delle armi in una custodia per chitarra, mentre Roberta le nasconde in una valigia.

Note Modifica

  1. Nei primi sette volumi dell'edizione italiana del manga, Roberta viene chiamata Rosalita Cisneros, per un errore dovuto alla traslitterazione dal giapponese.
  2. "Black Lagoon", manga edizione italiana numero 1 pag 189-196, traduzione di Edoardo Serino
  3. "Black Lagoon", manga edizione italiana numeri 6-7, traduzione di Edoardo Serino
  4. "Black Lagoon", manga edizione italiana numero 8, traduzione di Edoardo Serino
  5. "Black Lagoon", manga edizione italiana numero 6-7 pag 22-23, traduzione di Edoardo Serino
  6. "Black Lagoon", manga edizione italiana numero 6-7 pag 22-23, traduzione di Edoardo Serino
  7. Come descritto da Rei Hiroe nella rubrica "L'orizzonte del broccolone", in "Black Lagoon", manga edizione italiana numero 5 pag 2002-203, traduzione di Edoardo Serino
  8. "Black Lagoon", manga edizione italiana numero 1, traduzione di Edoardo Serino

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